Affitti brevi

Gli investimenti immobiliari ed il fenomeno degli affitti brevi

Il settore immobiliare in Italia ricopre economicamente un ruolo rilevante e gli investimenti nel real estate registrano un incremento grazie anche alla spinta derivante dal fenomeno degli affitti brevi.

L’impatto economico prodotto dalle costruzioni e le attività real estate in Italia pesa il 19% sul PIL registrando un incremento del 5.6% dal 2013 al 2017.

Dati che sicuramente fanno rendere conto dell’importanza che il settore immobiliare ricopre dal punto di vista finanziario per il nostro paese.

Convinzione che sembra avere raggiunto sempre più investitori che stanno dirottando i loro investimenti proprio in ambito real estate

Gli elementi favorevoli per gli investimenti immobiliari

I fattori che rendono particolarmente vantaggiosi oggi gli investimenti immobiliari in Italia sono molteplici:

  • Innanzitutto c’è da considerare il significativo calo che hanno subito i prezzi delle unità residenziali nelle località turistiche (ed anche nelle grandi città) dal 2008 ad oggi. Ribassi a cui stiamo assistendo tuttora soprattutto in alcune aree dell’Italia.
  • La possibilità di ottenere rendimenti che possono raggiungere il 7% annuo netto, attraverso gli affitti a breve termine;
  • Un elemento che influisce in maniera cospicua è costituito dal tasso dei mutui che in questo periodo hanno raggiunto i minimi storici per l’acquisto della seconda casa;
  • Infine, il bassissimo rendimento fornito dai titoli di stato. L’ultimo collocamento in asta di BTP a 10 anni ha registrato per la prima volta nella storia un tasso inferiore all’1%;

L’insieme di questi elementi proietta gli investimenti immobiliari come la soluzione ottimale per gli investitori sia italiani che esteri.

Perché puntare sulle locazioni a breve termine 

Gli affitti brevi in Italia durante gli ultimi anni hanno vissuto un trend di forte crescita dovuta principalmente dall’aumento delle presenze turistiche.

Il turismo è difatti un elemento che si collega direttamente al real estate, ed il  fenomeno degli affitti a breve termine rappresenta la prova pratica.  

Il business delle locazioni a breve termine in Italia nel 2018 ha registrato un fatturato di 1.3 miliardi di Euro, corrispondente a circa il 29% del turismo ricettivo online

Numeri veramente stratosferici.

Locare un’abitazione per brevi periodi inoltre permette di eliminare il rischio di insolvenza, infatti quasi sempre il pagamento avviene anticipatamente grazie alle piattaforme di home sharing.

Inoltre l’usura dell’immobile è sicuramente inferiore rispetto ad una locazione tradizionale, essendo totalmente diversa la modalità abitativa delle due tipologie di affitto. 

Infine il proprietario beneficia di una flessibilità notevole in caso di smobilizzo dell’investimento. Volendo vendere l’unità immobiliare egli non è costretto ad attendere il termine della locazione, oppure correre il rischio di una svalutazione del valore commerciale. Infatti essendo l’abitazione occupata dall’inquilino non è  possibile trasferire immediatamente il possesso materiale. Ciò comporta una svalutazione della quotazione dell’immobile solitamente pari a circa il 20% del regolare valore commerciale.  

Gli affitti brevi per gli studenti

Una notevole spinta al mercato degli affitti brevi proviene anche dalla forte richiesta di locazione proveniente dagli studenti.

Questa tipologia sta registrando nelle principali città universitarie un forte aumento della richiesta a fronte di una scarsita dell’offerta.

Come insegnano le basilari regole economiche questo fenomeno implica il diretto aumento dei canoni di locazione.

Un esempio proviene da Bologna, dove in un anno si è registrato un incremento dei prezzi del 12%. Inoltre la domanda di questa tipologia di abitazioni è andata sofisticandosi nel corso del tempo.

Infatti sono sempre di meno gli studenti disposti a condividere una camera con un’altra persona, preferendo soluzioni abitative in gradi di fornire una maggiore indipendenza e magari formule con servizi all-inclusive.  

Le prospettive future delle locazioni a breve termine

Secondo le analisi ISTAT in Italia l’80% delle famiglie è proprietaria almeno di una casa. 

Alla luce di ciò condividere la propria abitazione risulta una soluzione vantaggiosa per fare fronte quantomeno ai costi fissi da sostenere per il suo sostentamento. 

Secondo i dati forniti da SIDIEF e Banca d’Italia le abitazioni locate per periodi inferiori ai 12 mesi hanno raggiunto le 730 mila unità.

Inoltre in Italia le abitazioni sfitte sono circa 6 milioni, ed il mercato degli affitti tradizionali ha ormai dimensioni limitate. 

Le piattaforme on-line di supporto per gli affitti a breve termine

Il trend in netto aumento degli affitti a breve termine verificatosi negli ultimi anni nelle principali mete turistiche e nelle grandi città ha portato a sviluppare nuovi business e la nascita di numerose start-up molto interessanti.

In particolare due piattaforme di home sharing hanno incrementato notevolmente i propri volumi di clientela e di fatturato.

Proprio questi due colossi possono essere i tuoi partner commerciali più affidabili e remunerativi nel caso in cui hai deciso di massimizzare il rendimento della tua abitazione attraverso le locazioni a breve termine.

Il primo è AirBnB il quale rende semplice e sicura la gestione di tutti i vari passaggi dalla pubblicazione dell’annuncio promozionale sino al check-out dei tuoi ospiti.

AirBnB offre la possibilità di avere il pieno controllo della disponibilità, dei prezzi, delle regole della tua abitazione e l’interazione con gli ospiti.

Il secondo, ma non per importanza, è invece Booking.

Grazie a Booking ogni giorno potrai ricevere immediatamente nuovi clienti, sin dal primo momento di pubblicazione on-line del tuo immobile. 

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Domenico Amicuzi

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