Mercato delle aste immobiliari

Il mercato delle aste immobiliari in Italia

In Italia le aste immobiliari stanno conquistando importanti quote di mercato a differenza del piano di dismissione degli immobili pubblici che stenta a decollare.

Secondo i dati diramati da Astasy nel “Report Aste” relativo alle aste immobiliari, in Italia si sono svolte 245.100 procedure di esecuzione nel corso del 2018.

Si è registrano un incremento del 4.6% rispetto l’anno precedente, infatti nel 2017 ne sono state effettuate 234.340.

La maggior parte delle esecuzioni immobiliari è concentrata nel Nord Italia con il 56%, segue il Centro con il 18%, il Sud con il 14% e le isole con il 12%.

La Lombardia rappresenta invece la regione dove si sono effettuate il maggior numero di aste immobiliari con il 19,46%.

Le tipologie di immobili che risultano maggiormente colpite riguardano le unità residenziali.

Esse rappresentano il 78% del mercato delle aste immobiliari, il 10% da terreni, il 7% da capannoni industriali, ed un ulteriore 7% da unità ad uso commerciale ed immobili con destinazione ufficio

Grazie alla possibilità di comprare gli immobili ad un valore di mercato più basso, questa tipologia è spesso finalizzata ai fini di investimento immobiliare.

Le aste immobiliari online

Un’altra tipologia in questo ambito molto interessante riguarda le aste che hanno per oggetto la vendita degli immobili statali.

Esse vengono gestite direttamente dal Consiglio Nazionale del Notariato

Il patrocinio dell’ente garantisce la sicurezza e la trasparenza delle operazioni. Rendendo inoltre possibile la partecipazione anche a migliaia di chilometri di distanza, annullando le distanze geografiche.

Per partecipare ad un’asta immobiliare online occorre collegarsi al sito astagiudiziaria.com ed accedere al servizio gratuito “My Asta”.

Esso fornisce un aggiornamento settimanale sulle aste pubblicate da tutti gli Istituti Vendite Giudiziarie Italiani.

Da qui è possibile selezionare tipologie di beni e Istituti Vendite per i quali si vuole rimanere aggiornati tramite newsletter settimanale.

Altro sistema per partecipare è il RAN (ossia Rete Aste Notarili) che deve la sua solidità non solo all’alto livello di sicurezza (che elimina il rischio turbative d’asta, agevola la tracciabilità delle operazioni e applica tutte le procedure antiriciclaggio).

Ma soprattutto all’accessibilità dei cittadini che possono partecipare attraverso gli studi notarili dislocati sull’intero territorio.

La Rete Aste Notarili è un punto di riferimento fondamentale anche in quanto a trasparenza.

I cittadini possono assistere in presa diretta a tutti gli atti e le fasi della vendita e richiedere richiedere informazioni giuridiche, fiscali o pratiche direttamente ai notai incaricati.

I benefici delle aste immobiliari statali

Attraverso il piano di vendita degli immobili statali ed il relativo trasferimento di proprietà e destinazione d’uso, si vuole provare a dare nuova spinta al settore real estate.

Grazie alla possibilità di questo tipo di investimento immobiliare, le casse erariali cercano nel contempo di incrementare gli incassi pubblici.

Con un Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 165 del 16 luglio 2019, si annunciava “Individuazione, su proposta dell’Agenzia del demanio, degli immobili di proprietà dello Stato, non utilizzati per finalità istituzionali, da ricomprendere nel piano di cessione di immobili pubblici, ai sensi del comma 423, articolo 1, legge 30 dicembre 2018, n. 145” che contribuisce a definire il perimetro e le modalità di azione del piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici previsto dalla Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (c.d. Legge di Bilancio 2019).

Le aste degli immobili di Stato hanno lo scopo di:

  • Abbattere parte del debito di Stato;
  • Incentivare il recupero di beni non utilizzati;
  • Assicurare ricadute positive in termini di investimenti e occupazione all’economia locale e nazionale;

Le tipologie degli immobili di Stato all’asta

Molte sono le tipologie di immobili statali che vengono ciclicamente proposti alle aste pubbliche e rientrano in:

  • Locali commerciali;
  • Ex caserme;
  • Uffici, magazzini, capannoni;
  • Stabilimenti;
  • Residenziale;
  • Immobili storici;
  • Terreni demaniali;
  • Antichi conventi;

Alla data attuale l’introito nelle casse erariali derivante dalla dismissione degli immobili pubblici è stato pari a 18 milioni di Euro. 

Una cifra di molto inferiore rispetto a quanto programmato nel bilancio previsionale.