Mercato immobiliare alberghiero

Il mercato immobiliare alberghiero in Italia

Nel primo trimestre 2020 il mercato immobiliare alberghiero ha registrato volumi di investimento pari a circa 60 milioni di Euro, privilegiando le strutture ricettive di fascia alta.

Lo scorso anno il mercato immobiliare alberghiero ha superato i 3 miliardi di Euro di investimenti.

Ma se nel corso del 2019 ha rappresentato una delle asset class dominanti, allo scoccare del nuovo anno ha subito il durissimo colpo della pandemia. Infatti i volumi degli investimenti sono scesi a circa 60 milioni di euro.

Nonostante il fortissimo calo, molti degli investitori stranieri hanno confermato l’interesse verso le strutture alberghiere italiane.

Con la riapertura delle attività e con la fine del lockdown si è registrata una parziale risalita. Mentre le previsioni future sono del tutto positive: l’Italia è vista, dagli investitori e dai visitatori, come una meta a cui non si può rinunciare.

Investimenti immobiliari alberghieri

Andando a ritroso, nel 2016 è stato registrato un picco che superato il miliardo di Euro (dopo i 594 milioni di Euro del 2014). Registrando un ulteriore incremento nel 2017 per poi affermarsi nel 2018 e nel 2019.

Durante i primi tre mesi del 2020 sono stati investiti 60 milioni di Euro nel settore immobiliare alberghiero corporate (corrisponde al 3,8% del totale investito).

Un risultato dato, ovviamente, dall’impatto della pandemia Covid-19. Nel primo trimestre del 2020, inoltre, la maggior parte degli investimenti ha interessato i singoli asset alberghieri che rappresentano il 78,6% del totale (pari a 48 milioni di Euro).

Nel 2019 le strutture alberghiere di fascia alta (le categorie di 4 e 5 stelle) hanno rappresentato l’85% del capitale investito e delle transizioni totali.

Per quanto riguarda l’anno corrente, anche se di poca rilevanza, le transazioni eseguite durante i primi tre mesi hanno confermato la preferenza, da parte degli investitori, alle strutture alberghiere di fascia alta.

Cresce anche l’interesse verso le strutture alberghiere di fascia più bassa posizionate nei punti strategici delle località.

Agli inizi del 2020 il 79% degli investitori interessati alle strutture alberghiere italiane apparteneva alla categoria degli investitori stranieri (per la maggior parte europei), così come per l’anno precedente che rappresentavano il 77,3%.

I numeri del Q1

Nel 2019 le città che hanno interessato la quota del capitale investito erano: Venezia con il 20,8%, Roma con il 14,4% e a seguire Catania, Firenze, Milano e Genova con una percentuale che oscilla tra l’8% e il 10% del totale.

Nel 2020, invece, le città sono: Napoli con il 58%, Padova con il 21%, Torino con il 12% e Venezia con il 9%.

A livello regionale il Veneto ha visto il maggior numero di transizioni (circa 73%), a seguire la Campania ( 17%) e il Friuli Venezia Giulia (10%).

Previsioni del mercato immobiliare alberghiero nel 2020

Dopo il durissimo impatto con la pandemia del Covid-19 si prevede una graduale ripresa del mercato immobiliare alberghiero soprattutto con l’introduzione del vaccino per il Covid-19.

Per il futuro, quindi, il sentimenti rimane positivo, tutto dipende anche se le strutture alberghiere saranno in grado di rispondere alle nuove domande dei viaggiatori.

I nuovi trend di domanda sono:

  • Adeguare gli spazi alle nuove procedure normative riguardanti il distanziamento sociale;
  • Sanificare costantemente gli ambienti;
  • Riorganizzare i servizi ed evitare il più possibile il contatto tra i clienti ed il personale degli alberghi;
  • Mettere a disposizione dei clienti i prodotti protagonisti dell’emergenza Covid-19 (mascherine, guanti, igienizzanti ecc…).

E’ quindi evidente come la sfida del prossimo futuro per le strutture ricettive, sarà incentrata sulla soddisfazione dei rinnovati bisogni turistici.