Mercato Immobiliare Hotel

Andamento del mercato immobiliare degli hotel in Italia

Il trend registrato nel mercato immobiliare alberghiero, negli ultimi 18 mesi, ha attraversato una delle crisi più importanti degli ultimi vent’anni, a causa della pandemia e del conseguente blocco della gran parte delle attività turistiche.

In quest’ottica, l’andamento dell’intero settore alberghiero ha ampiamente seguito questa tendenza, con la perdita di quasi 30 miliardi di euro nel comparto turistico.

Considerando quanto il nostro Paese sia rinomato per le sue bellezze storico-artistiche e le risorse naturali, con milioni di turisti che quotidianamente giungono da tutto il mondo per visitare le città d’arte e i Parchi naturali, l’economia nazionale ha risentito in modo particolare dello stop connesso all’emergenza sanitaria.

A essere maggiormente colpite, infatti, sono state le mete solitamente più ambite, soprattutto Firenze e Roma, in cui il crollo di presenze ha raggiunto il -80%.

A livello di occupazione, inoltre, sono stati registrati oltre 90 mila posti di lavoro in meno, laddove la grande maggioranza dei tagli ha interessato le donne.

Gli studi più accreditati, in materia di real estate in Italia, fanno riferimento non solamente agli hotel e alle strutture ricettive, ma anche alle locazioni brevi, che ormai da un quinquennio fanno parte a pieno titolo del mondo dell’hospitality nazionale, anche a livello di imposizione fiscale.

Il rapporto del 2021 sul mercato immobiliare alberghiero: scenari e prospettive

Per analizzare l’andamento del mercato immobiliare nel comparto alberghiero, è opportuno prendere in esame le ricerche condotte da organismi affidabili e che, da anni, raccolgono ed elaborano dati provenienti da diverse fonti.
In questo panorama, risulta particolarmente indicativo lo studio portato avanti da Scenari Immobiliari.

Si tratta di un’istituzione indipendente, che si occupa della rilevazione e dell’analisi nel settore immobiliare, con particolare riferimento all’area commerciale e ricettiva.

Il Rapporto 2021 di ISI evidenzia che, considerando l’ambito di operatività europea, solo nel 2020 il mercato ha raggiunto il livello minimo di tutto il secolo, registrando valori negativi pari al 70% rispetto all’annualità precedente.
Come sottolineano gli esperti, anche se si ravvisano segnali di ripresa, con un tasso medio di occupazione degli immobili alberghieri pari al 70% durante l’estate 2021, il riavvio definitivo sembrerebbe avere luogo solamente nel 2023, in base alle stime più verosimili.

Per quel che riguarda il volume totale del fatturato nel settore del mercato immobiliare di hotel, case vacanza, relais e catene alberghiere, l’Italia ha sofferto in modo significativo nel 2020.

Se ad alcuni potrebbe sembrare un’ovvietà, i dati mostrano però che, agli occhi degli investitori di oggi, la spinta propulsiva nei confronti del comparto immobiliare alberghiero è davvero forte.

Le ragioni sono da ricercare nelle elevate potenzialità di ripresa dell’intero meccanismo turistico e dagli incentivi, posti in essere dai Governi nazionali ed europei, previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il PNRR prevede lo stanziamento di 2,4 miliardi di euro a favore dei progetti che hanno l’obiettivo del rilancio del turismo e dell’incremento di competitività delle strutture ricettive, in particolare di quelle di media e piccola entità.

Questo panorama, di conseguenza, ha aperto nuovi scenari nel mercato immobiliare alberghiero che, se nel corso del 2020 ha toccato il record verso il basso di 1,5 miliardi di fatturato, nel 2019 aveva invece toccato picchi eccezionalmente positivi rispetto al quinquennio precedente.

Da parte loro, gli investitori sono fortemente allettati da una elevata prospettiva di crescita, non solamente nei centri urbani che rappresentano l’orgoglio italiano, ma anche nelle località marittime e in prossimità dei Parchi naturali.

Con riferimento agli appartamenti destinati alle locazioni inferiori a 30 giorni, nelle zone di maggior afflusso turistico, l’analisi condotta da Scenari Immobiliari ha mostrato uno spaccato significativo dell’incidenza di queste abitazioni sull’intero settore immobiliare alberghiero, in particolare nelle Cinque Terre liguri, con una percentuale di immobili a uso residenziale pari al 60% sul totale degli affitti brevi.

Considerando l’intero comparto immobiliare alberghiero, quindi, se si prendono in considerazione i timidi segnali di ripresa registrati nei primi mesi del 2021, la domanda interna ed estera dovrebbe triplicare entro il 2023.

Da parte loro, anche i gestori sono chiamati a fare la loro parte, non più nel senso di far fronte a una situazione, quella del 2020, al limite della tollerabilità, ma in una direzione di una qualificazione sempre più elevata e di una stagionalità turistica di più ampio respiro e con un orizzonte temporale più esteso.

In questo senso, i fiori all’occhiello della tradizione turistica italiana rimangono le eccellenze del Mezzogiorno, e in particolare le città di Palermo e Lecce.

Come evidenziato anche in occasione della terza edizione del Forum Hospitality tenutosi a Milano e promossa da ISI e la SGR Castello, nonostante il settore turistico sia stato pesantemente colpito e quasi affondato dalla crisi pandemica, con una perdita di oltre 1300 miliardi di dollari nel corso del 2020, vi sono rapidi segnali di ripresa.

Emerge un notevole desiderio di tornare alla normalità, sia da parte di chi fruisce dei servizi alberghieri, sia da parte degli operatori e, benché l’estate del 2021 sia stata caratterizzata da una diffusa defezione dei turisti stranieri, i presupposti ci sono tutti affinché lo sviluppo atteso nei prossimi semestri si verifichi.

Il piano di investimenti del PNRR, essendo dedicato in parte alle infrastrutture alberghiere, dovrebbe infine renderle maggiormente competitive e appetibili da parte degli investitori, nazionali e internazionali.