Smart Working Immobiliare

L’impatto dello smart working sul mercato immobiliare

Il periodo di cambiamento economico e di abitudini lavorative che stiamo vivendo ha impattato fortemente sul settore immobiliare mediante lo smart working

L’attuale pandemia ci ha visti passare dal lavoro in ufficio con giacca, cravatta e piante finte sulla scrivania, allo smart working. Il più delle volte svolto nel comodissimo salotto di casa e possibilmente indossando l’amabile e morbido pigiama.

Inevitabilmente le conseguenze di questo cambiamento epocale ricade anche in ambito real estate, in quanto lo smart working ha avuto un importante impatto.

La crisi economica degli ultimi mesi ha inevitabilmente colpito anche il settore real estate.

Nonostante ciò il mercato immobiliare non si è mai fermato e gli investitori non si sono di certo abbattuti difronte a questo scenario.

Considerando che, nonostante la grande crisi economica che stiamo attraversando, un tetto sulla testa rimane sempre un bene a cui non si può rinunciare. Questo fondamento ne fa di questo un investimento sicuro e piuttosto redditizio.

Lo scenario immobiliare in cui si insedia lo smart working

Secondo i dati riportati da Nomisma, la chiusura del 2020 sarà caratterizzata da un abbassamento di prezzi. Tra le località che hanno fruttato di più durante quest’anno spicca Milano.

Anche gli investimenti nelle aree periferiche ben collegate con le grandi metropoli sono stati particolarmente positivi. Questo perchè si tratta di località adatte alle nuove esigenze abitative dettate dalla pandemia Covid-19.

In provincia e in periferia si trovano, infatti, spazi ampi, prezzi competitivi e tutti i servizi che occorrono nelle vicinanze: tutto questo diventa lo scenario ideale per lo smart working immobiliare.

Si tratta di una nuova categoria che comincerà ad avere un’importante impatto a livello di costruzione, di ristrutturazione e di posizione delle nuove abitazioni che verranno progettate.

Per tutto il 2020, infatti, è aumentata la richiesta di abitazioni più grandi con spazi e stanze dedicate interamente allo smart working per poter lavorare da casa.

In casa occorre ormai una zona dove si potrà lavorare tranquillamente e senza distrazioni come un vero e proprio ufficio.

L’impatto dello smart working sul settore immobiliare

Altri dati riportati da Nomisma riguardano le locazioni residenziali: in sostituzione alle numerosissime richieste di affitto entra in gioco una netta crescita degli acquisti di immobili. Ciò avviene per adattarsi meglio alla situazione socio-economica attuale e contrastare la diffusione del virus evitando gli spostamenti.

Sono stati anche positivi gli affitti e gli acquisti di depositi e capannoni che sono stati di grande rilievo per soddisfare la crescita delle esigenze logistiche per la gestione degli acquisti online (anche per i negozi più piccoli che si sono dovuti adattare alla nuovo modo di fare shopping).

Anche secondo un altro report di SoloAffitti, la pandemia da Covid-19 ha cambiato il mercato immobiliare in Italia. Secondo i dati riportati da SoloAffitti, il canone medio degli affitti ha subito un calo del 7.5% con una maggiore ribasso nelle zone più centrali.

Con questi ribassi il canone degli affitti passa mediamente dai 615 € del 2019 ai 570 € del 2020 facendoci fare un salto indietro al 2016 ed eliminando l’importantissima crescita registrata in questi ultimi 4 anni.

Questo ribasso caratterizza il mercato immobiliare di prezzi molto flessibili e grazie a questo, si prospetta per il futuro una lenta e graduale crescita che farà ritornare il valore economico del real estate di nuovo a quello dell’anno 2019.